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Nel prodigioso processo di trasformazione da bruco a farfalla, la natura ci offre un prezioso spunto di riflessione che può adattarsi bene a molti ambiti della vita di tutti i giorni e in quella aziendale. In particolare, stimola una riflessione sulla formazione e sull’accompagnamento nel processo del cambiamento. La crisalide, ovvero il bruco nel suo bozzolo, pronto a uscirne come farfalla deve compiere uno sforzo straordinario per rompere il suo guscio di seta e il tutto in pochi istanti. Lo sforzo “muscolare” per questa operazione rafforzerà le ali della farfalla e le consentirà di completare il proprio ciclo vitale naturale e raggiungere il proprio obiettivo di perpetuazione della specie.
Se qualcuno, seppure animato dalle migliori intenzioni, decidesse di intervenire in aiuto della crisalide e la aiutasse a rompere il bozzolo, otterrebbe una creatura totalmente incapace di volare, poiché non le avrebbe dato modo di utilizzare la resistenza della sua prigione per costruire la forza necessaria a librarsi in volo.

Ecco allora che un aiuto non accorto può determinare un esito nocivo. Così nella formazione, nel coaching e nell’accompagnamento verso il cambiamento, occorre dosare molto bene l’aiuto e il supporto, fornendo certamente le giuste indicazioni, ma mai le scorciatoie per superare i problemi che via via le persone devono affrontare per poter operare quel cambiamento interiore e mentale, vero obiettivo della formazione stessa.
Il coach e il formatore non “prendono in braccio” l’allievo per aiutarlo a superare le difficoltà ma indicano percorsi e strade alternative, allargano i punti di vista, forniscono alternative di pensiero e di azione, insomma “sussurrano” alle crisalidi ma non “aprono le ali” alle farfalle: quello è uno sforzo che, mossi dalla corretta motivazione, devono fare gli allievi.

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