human minds

Proseguiamo nel viaggio iniziato il mese scorso con l’analisi del cambiamento (con questo articolo), e valutiamo un’altra componente essenziale dei processi di cambiamento: il pensiero laterale (e quindi anche l’intelligenza creativa). Poiché mi interessa dare sempre spunti pratici, prenderemo ad esempio un’azienda che ha da tempo adattato un business tradizionale alle mutate esigenze di mercato senza temere il cambiamento: un’agenzia di comunicazione e marketing integrato di Milano.

Saper leggere il contesto e le esigenze di mercato procedendo per piccoli passi di “adattamento” ai mutamenti della realtà, uscire dalla zona di confort, non ancorarsi ai vecchi metodi e alle vecchie abitudini, sono tutte manifestazioni dell’intelligenza creativa e del pensiero laterale (chi fosse interessato potrebbe rileggere questo articolo sull’argomento). Motori sempre in azione che lavorano anche quando il pensiero lineare non è impegnato in attività di analisi, misurazione e valutazione delle varie opzioni disponibili. In estrema sintesi il concetto potrebbe tradursi facilmente nella frase: “Ma se…?”, sottintendendo che nella domanda si possa inserire qualsiasi idea innovativa o qualunque metodologia diversa da quella che siamo soliti applicare. Il pensiero laterale propone soluzioni, il pensiero lineare le vaglia e le soppesa per valutarne rischi e benefici.

Nel business questo ha un peso notevole. Solo le realtà che sono capaci di adattamento possono sopravvivere alla velocità del cambiamento determinata dall’evoluzione tecnologica, dal cambiamento del business e da quello di abitudini di consumatori e imprese.
Poiché la naturale propensione degli individui e delle organizzazioni è quella di mantenere lo status quo, appare facilmente comprensibile come lo scenario si complichi: avere nuove idee (facendo lavorare il pensiero laterale), saper leggere le mutate esigenze del mercato e valutare l’applicabilità delle nuove idee (non spegnendo il pensiero lineare), adattarsi velocemente al cambiamento (resilienza).

Ma veniamo alla nostra “Azienda del Mese”. E’ sensazione comune che il marketing sia in crisi. In realtà lo scenario di mercato è semplicemente cambiato: la propensione alla spesa è (in larga parte) diminuita, e l’attenzione delle aziende al ritorno degli investimenti (ROI) è diventato un elemento fondamentale in ogni pianificazione di marketing. Gli eventi aziendali non sfuggono a questa logica e in quest’ottica la Factory Events di Milano, ha saputo modificare il modello tradizionale proposto ai propri Clienti, apportando contenuti formativi alle proprie formule creative nella progettazione e realizzazione di eventi.
In questo modo l’azienda cliente può decidere come dosare l’intrattenimento e i contenuti della propria convention, kickoff o evento destinato ai Clienti massimizzandone gli effetti, coinvolgendo formatori ed esperti per affrontare svariati argomenti di interesse dei partecipanti. Una buona idea nata dalla capacità di leggere l’evoluzione del mercato e dall’ascolto attivo delle esigenze dei Clienti. Inoltre, le aziende che si rivolgono alle Agenzie cercano in realtà un supporto i termini di vera e propria consulenza a tutto tondo: queste non possono limitarsi a realizzare le idee del Cliente ma devono offrire un valore aggiunto nell’ideazione e proposizione di soluzioni innovative e spesso inedite. Per fare questo l’Agenzia deve entrare “nella pelle” del Cliente e sentire fortemente la responsabilità del proprio lavoro.
La Factory Events ha sempre puntato su questo elemento di differenziazione rispetto alla concorrenza e ha ottenuto, così, buoni risultati di mercato.

Quindi: capacità di leggere le evoluzioni del mercato (intelligenza lineare), capacità di generare nuove idee (intelligenza creativa), flessibilizzazione dell’offerta in funzione delle esigenze del cliente (ascolto attivo) e “senso di responsabilità” nei confronti del budget e dei risultati attesi dall’investimento, sono alcuni elementi essenziali del successo presente e futuro di ogni tipo di azienda che offra servizi.

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